L’idea centrale dietro l’idea delle quote rosa è reclutare donne nelle posizioni politiche ed assicurarsi che le donne non siano mosche bianche nella vita politica (D. Dahlerup)

In termini di equità tra i uomini e donne, l’Italia continua ad essere in ritardo rispetto alla media europea: questo è ciò che emerge dell’Indice di Equità di Genere (GEI – Gender Equity Index), pubblicato in occasione della Giornata della Donna dalla rete internazionale Social Watch.
Il GEI, prodotto annualmente dal Social Watch, misura il divario tra donne e uomini in materia di istruzione, di partecipazione economica e di potere politico.
L’indice del Social Watch misura il divario tra donne e uomini, non il loro benessere…
L’Italia ha un valore di 70 che la pone nella classifica tra i paesi con basso GEI, al pari di Armenia, Madagascar e Vietnam. Con tre punti sotto la media europea, che è 73, l’Italia si trova anche al di sotto della vicina Grecia (72), Austria (74), Slovenia (75), Francia (77) e Svizzera (79). L’unica dimensione in cui l’Italia raggiunge un valore accettabile è l’istruzione (99 punti), mentre per quanto riguarda la partecipazione economica e l’emancipazione ed empowerment, è molto al di sotto la media: 66 e 45 rispettivamente (valori considerati basso e molto basso). Norvegia, Finlandia, Svezia e Islanda sono al top d’Europa e anche del mondo, con 89, 88 e 87 punti rispettivamente. Dei 154 paesi calcolati dall’indice GEI 2012, i seguenti si trovano nella peggiore situazione globale: Repubblica del Congo e Pakistan (29), Niger (26), Ciad (25), Yemen (24) e Afghanistan (15).
Erano tre emendamenti che prevedevano, a vari livelli, l’obbligo di raggiungere la parità di genere nelle liste elettorali, le cosiddette quote rosa, e sono stati bocciati dal Parlamento nella votazione a scrutinio segreto del 11 marzo 2014 sulla legge elettorale.
A guardare fuori dal recinto nazionale, comunque, la situazione non è molto più rosea: sono poco più del 20% le donne presenti nelle assemblee parlamentari del mondo.
La percentuale di donne presenti nelle assemblee parlamentari in tutto il mondo è del 20,4% (In italia la quota è del 31%)
I pro ed i contro, la parità di accesso o di opportunità di accesso alle cariche elettive
si traduce sempre in un’effettiva maggiore rappresentanza dopo le elezioni?
Questo ed altri spunti verranno discussi dalle splendide relatrici che hanno dato la loro generosa disponibilità ed a cui noi diamo un caloroso benvenuto e la nostra gratitudine.
Annalisa Pittorra ed Andrea Gasperini

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